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18 Giugno 2008

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Abbracciati a dio

10 Giugno 2008

Se qualcuno non avesse mai visto, fin ora, una gemma di sapienza eccola: “Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me.”
E, la cosa strabiliante, è che ce ne sono tantissime altre, tutte raccolte in un unico posto, su pagine bianche, nel libro di Dio, la Sacra Bibbia.
E’ propedeutico per il mio e per il tuo cuore sapere che Dio “non ci abbandona”, anzi, si prende cura di noi. Ti dirò ti più, Dio “raccoglierà gli agnellini in braccio, li porterà sul petto e condurrà le pecore che allattano” (Isaia 40:10).
Quando la prova, o il vivere quotidiano, o il continuo lottare con il mondo ti vuole stanco, sfiduciato, senza forze ecco che il Signore ci viene incontro. Si preoccupa per te. Manifesta il suo amore.
Molti sapienti, non solo dei nostri giorni, molti nostri conoscenti ti avranno certamente detto, quasi con disprezzo: “pensi ancora a Dio”, “E’ lontano, figurati se si prende cura di te che sei un peccatore”, o ancora ti avranno detto “perdi tempo in preghiera, con le mani unite, in ginocchio…”, qualche altro ‘capace di questo mondo’ avrà riso “quando hai ringraziato Dio per il pranzo”, magari dicendoti “se non vado a lavorare non mi posso comprare il pane…” Ecco, sappi che tanto tempo fa, ma davvero tanto, una moglie si rivolse in questi termini nei confronti del marito, (questa storia la puoi leggere nella Bibbia, nel libro di Giobbe al capitolo 2) ma lui, uomo integro, rimase fedele al Signore. Ecco rimase fedele.
Ma quante volte io e te non siamo fedeli? Quante volte imputiamo a Dio colpe che non ha? Quante volte smettiamo di seguire la “stretta via” e ci fermiamo. Quante volte, ancora, protestiamo per il peso della prova?
In questi momenti, possiamo sperimentare l’amore. Che consolazione.
Quanta ricchezza c’è nella Bibbia! Possiamo sperimentare l’amore.
Dì basta alla tua sofferenza. Dì al dolore di fermarsi. Non c’è posto, non c’è spazio.
Gesù ti abbraccia. Ti circonda. Ti sta di fronte. Ti sta alle spalle. Poggia la sua mano su di te. Che gran Salvatore che hai.
Nel Salmo 40, fa ancora di più “si china su di te”.

Caro amico, cara amica, caro fratello o sorella in Cristo c’è una certezza che dobbiamo conservare ben stretta nel cuore, Gesù è fedele. Non ti può tradire.
Nel Vangelo di Matteo al capito 7, versetto 7 troverai una sincera esortazione da parte di Dio. Un chiaro messaggio di fiducia.
Non te lo scrivo qui, ti invio a leggerlo nel Vangelo, o nella Bibbia. Non c’è regalo migliore che ti potessi fare.
Che il tuo cuore possa essere riempito dalla Pace di Gesù.

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Auguri Domenico!

6 Giugno 2008

Cucciolo di papà: AUGURI!
Oggi Domenico compie 2 anni, ed è gran festa! Lui dice che fa 4 anni ma con le dita fa 2. Quando invece dice 2 con la bocca, la mano segna 4. E’ lo stesso superfesta!

Amore mio, questa � anche la tua festa. La festa di quando sei diventata mamma. Cioè, ti sei tolta i panni di figlia e ti sei messa l’armatura da mamma. Ti amo!


Toglimi tutto, ma non la lode!

4 Giugno 2008

se ti vuoi aggiungere a questa preghiera, commenta solo “Toglimi tutti, ma non la lode!”


Esultante nel cuore

4 Giugno 2008

E’ l’uomo che ha il poter di andare sopra il mare,
Colui che pu� dividere il mare
E quando stai affondando nella tempesta
Egli viene con la tutta la sua Auroti� e porta calma

Egli � l’uomo che ha il poter di far passare Israele
tra le acque del Mar Rosso
Apr� una via in mezzo al mare per far passare il popolo di Israele
e all’altro lato, con i piedi asciutti, hanno cantato l’Inno di Vittoria

Quando sei difronte al mare e lo devi attraversare
Chiama quest’uomo con fede, Solo Egli apre il mar
Fratello non aver timore se dietro te viene il Faraone
All’altro lato tu passerei e l� intonerai l’Inno di Vittoria

Se qualche volta il Mar Rosso devi passare
Chiama sempre quest’uomo che ti pu� aiutare
E’ nell’ora pi� difficile che Egli si prende cura di te
Chiama sempre quest’uomo, che tiene sempre il potere
Se passeri per il fuoco non ti brucerai
Se passerai per l’acqua non ti bagnerai

Passa come Israele che il mare attravers�
e nel nome del Signore
l’Inno di Vittoria dall’altro lato cantò

eccco il link: http://it.youtube.com/watch?v=tDSNu90GrGQ

…tradotto alle due di notte con il mio fratello in Cristo Maurizio, che ci siamo consolati all’idea di essere sostenuti, spinti, portati avanti, confortati, accompagnati dall’altro lato dove abbiamo intonato il nostro Inno di Vittoria: GESU’!!!!!


La Perla: Romani 12:12

4 Giugno 2008

“siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera”.


mi vede essere, o sente da me [II Cor 12:6]

27 Maggio 2008

La Parola che Dio ci rivolge è solida. Davvero solida.
Spazio per la vanità, per le cose che “lasciano il tempo che trovano”, non ce n’è. C’è solo sostanza. Sostanza solida.
A quella chiesa turbolenta, a quello spaccato della società di sempre caratterizzato da ire, contese, superbie e disordine, l’apostolo Paolo si rivolge rigorosamente e con franchezza. L’esempio, il template, la traccia da seguire è “materiale”.
Non si lascia spazio a cose che non abbiano un forte spessore come ciò che un uomo può essere e ciò che lo stesso uomo può dire.
Il template che vale la pena applicare alla propria vità è solo quello di Gesù. Fronzoli zero. Oserei definirlo “clean style”.

…sono tanti quelli che fanno del proprio essere e del proprio dire un cosa importante. Una cosa su cui puntarci. Una vittoria, un aspetto importante di quello che gli altri devono registrare. Ma, caro lettore, ho scoperto una verità molto più solida questa.
Ho letto nella Bibbia, la Parola di Dio, che Gesù “svuotò se stesso prendendo forma di servo”(Filippesi 2:7) e quest’aspetto di non poca importanza, mi ha fatto capire che il tuo e il mio essere e il tuo e il mio dire non contano niente.
Il mio e il tuo essere ed il mio e il tuo dire nella loro forma migliore valgono forse molto meno di zero. Sono un’aspetto della nostra esistenza che dobbiamo imparare a lasciare. Meglio perderli. Eh sì, meglio perderli.
Ma l’apostolo Paolo scrive ai Corinti “nessuno mi stimi oltre quello che mi vede essere o sente da me”.
Quanta ricchezza nella Bibbia!
Paolo, che aveva bandito dal proprio cuore ogni forma di esteriorità ed ogni pericolosa piacenza di se stessi, si premura che i suoi lettori, facessero attenzione, ponessero valore, si interessassero a quanto l’Evangelo di Gesù avesse prodotto in Lui: “mi vede essere, o sente da me”.
Questo conta: cosa l’Evangelo di Gesù ha prodotto in te e in me. Solo questo ha un valore enorme. E’ la perla di gran valore della mia e della tua vita: il prodotto dell’Evangelo. Perchè?
Quando l’Evangelo di Gesù comincia a far breccia, a scalfire il muro dell’indifferenza del cuore, a rompere gli schemi e le sovrastutture dell’uomo allora mostra il suo prodotto: il suo essere e il suo dire.
Questa è sostanza solida, pura roccia. Il prodotto dell’Evangelo. Sostanza. Materia.
E di questo mi vanto: del prodotto dell’Evangelo nel mio cuore.

Gesù x me = vita eterna, gioia, pace, comunione, vittoria, esuberanza, felicità, allegrezza, felicità, consolazione, amore.
Gesù x te = vita eterna, gioia, pace, comunione, vittoria, esuberanza, felicità, allegrezza, felicità, consolazione, amore.

Al “x” per puoi sostituire tranquillamente un altro segno: + o - o : il risultato, il prodotto è lo stesso!


Come un bimbo

18 Maggio 2008

“In verità l’anima mia è calma e tranquilla”

circa due anni fa….
Quando Domenico veniva dimesso dal TIN di Villa Betania, i neonatologi ci spiegarono ad Agata e a me che il posto migliore per far calmare il piccolo Domenico era il “seno della mamma”.
Vedere Domenico, così piccolo ma tranquillo anatomizzato sul seno di Agata mi dava pace al cuore e, nel frattempo, il Salmo 127 [per leggere il Salmo bisogna aprire la Bibbia - :) ] mi carezzava il cuore.

oggi
Questo versetto mi rende felice, gioioso ed esuberante in Gesù:

«In verità l’anima mia è calma e tranquilla.
Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre,
così è tranquilla in me l’anima mia.»
Salmo 131:2

Riflettevo sui benefici che questo abbraccio particolare, quello tra la mamma e il figlio, dona. Benefinici di calma, di pace. Befenici tranquilli. Un gesto che condensa, più di tanti altri, il concetto dell’amore. Proseguendo con la riflessione, passeggiando tra i paschi erbosi, pensavo all’urgenza di raggiungere il “seno di mia madre” per potermi divezzare regalare all’anima mia la tranquillità.

E’ un’emozione che non possiamo raccontare, perchè, forse essendo la più bella, non ce la ricordiamo. Come Domenico potrebbe raccontare la pace e la tranquillità che provava quando Agata lo stringeva a se? Agata lo può raccontare, ma Domenico?
Verso la fine del libro di Giobbe, l’uomo che amava Dio e che nel quale Dio aveva posto la sua fiducia - si esprime così “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l’occhio mio ti ha visto” (Giobbe 42:5). Ecco abbiamo bisogno di vedere con gli occhi nostri. Non basta il racconto - quand’anche preciso e dettagliato - di un altro. E’ una necessità personale.

Così come Domenico, ne io ne tu, possiamo raccontare quell’esperienza.
Certamente oggi avrebbe gli stessi benefici di allora, ma la vedo complicata farmi prendere in braccio da mamma… ma oggi, posso, farmi prendere in braccio dal Colui che mi ama.
Sì, proprio lui, Colui che ti ama.
Un’esperienza diversa anche da quella che l’apostolo Giovanni fece con il Signore. Giovanni poggiava il suo capo sul seno di Gesù ed era certamente una posizione privilegiata, ma io e te oggi possiamo di più. Possiamo “divezzarci”. Possiamo essere presi in braccio da Dio. Possiamo essere circondati, sostenuti e abbracciati dall’amore perfetto.

Non ci è concesso andare da mammà e dire prendimi in braccio, bensì ci è concesso un privilegio maggiore, un accesso migliore: possiamo andare da Dio e sentire “tranquilla in me l’anima mia“.


Allarme scoraggiamento!

27 Aprile 2008

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Ecco un interessante trackback. Buona lettura


Mi importa di te

21 Aprile 2008

[ Per l'audio clicca qui ]

Non mi importa se per primo o se per ultimo
Non mi importa dalla vita che cosa otterò
Non mi importa, non mi importa
Non mi importa di sapere del domani o no
Non mi importa se per fede una montagna sposterò
Non mi importa, non mi importa

Ma mi importa di Te, mi importa di Te, mi importa di Te
mi importa sapere quanto Tu mi ami
Mi importa di Te, mi importa di Te, mi importa di Te
mi importa sapere quanto Tu mi ami
Se no io morirò

Non mi importa se qualcuno mi ascolterà
O se niente la mia bocca da dire avrà
Non mi importa, non mi importa
Non importano i momenti in cui sorriderò
O tutte le lacrime che io verserò
Non mi importa, non mi importa

Mi importa sapere cosa pensi di me
Come possa piacerti ancora di più
Questo importa, si mi importa
Ma mi importa sapere chi Tu sei Gesù
Non dovessi dormire per amarti di più
Questo importa, Si mi importa