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Fedele è Colui che ha fatto le promesse. [Eb 10:23]

Tutto in una mangiatoia

Dal Vangelo dell’Apostolo Luca, capitolo 2, versi 6 e 7: Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.”

Oggi, 25 dicembre, questi versi dovrebbero echeggiare nelle vite di quanti hanno festeggiato il Natale. Ma troppi libi sono rimasti chiusi. Pagine troppo pesanti per la coscienza di ogni uomo che resta ignorante (nel senso che non conosce) sul favore della Grazia di Dio. Un favore che non può essere solo visto come l’esaudimento di una richiesta, bensì come il motivo vero che sta alla base della vita.

Stamattina, mentre partecipavo al Culto del Signore mi è salita in cuore un’immagine nota. Una scena, vista e rivista, che ha perso il uso significato vero: Gesù posato in una mangiatoia.
Sentivo che lo Spirito Santo mi spingeva a veder la cosa da un’altro punto di vista, lontano dalla falsa scena presepiale, vicino alla realtà Biblica.
Un’immagine nota, fin troppo nota, che mi ha tenuto nascosto una dura, forte verità: una mangiatoia.
Sul De Mauro è scritto così: “grosso cassone dentro il quale si mette il foraggio per gli animali“. Il pezzo di una stalla. Un attrezzo destinato agli animali. In verità, oggi ce ne sono anche di belle e tecnologiche, ma allora non credo.
E’ vero Maria lo fasciò. E’ vero che lo coricò. Ma è vero, ugualmente, che pose Cristo in un grosso cassone dentro il quale si mette il foraggio per gli animali. Il Re dei Re in una mangiatoia. La verità dura da accettare è proprio la mangiatoia. Non riesco a vederla come una cosa positiva. L’immagine finta del bambinello, della paglia, del supporto comodo di legno ci allontana dal messaggio della Parola di Dio. Gesù posato in una mangiatoia è duro da accettare. Un giaciglio non adatto, forse sporco scelto per il Re dei Re. Da questa immagine familiare e falsa nasce una necessità profonda ed un prezioso insegnamento per le anime nostre: c’è un luogo sporco preparato per Cristo. C’è una posto dove mangiano gli animali che attente il Salvatore. C’è un posto di poco valore nella cultura dell’accoglienza che è destinato a Gesù.
E’ il mio cuore senza la sua Grazia.

In un altro passo e un altro Apostolo, Giovanni, ci racconta di un discorso che Gesù ebbe con uno dei capi dei Giudei, Nicodemo. Una notte, questo anziano signore, si recò dal Maestro di nascosto e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui ».
Mentre il giudeo affermava di riconoscere Gesù come inviato dal Padre, il nostro Signore rispose alla domanda inespressa, alla domanda segreta. Rispose a quella domanda che produce dolore. Una semplice domanda che scuote l’anima fino a spezzarla. «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». La risposta di Nicodemo fu naturale, innocente se vogliamo. Plausibile. «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»… Il discorso continua nelle vostre Bibbie.

Gesù è fin troppo chiaro: bisogna nascere di nuovo. Ma come ogni insegnamento che il nostro Maestro ci ha lasciato, anche questo, ci viene rivelato e spiegato nel dettaglio attraverso le pagine che raccontano delle Sue opere: il suo Vangelo.

Ma cosa vuol dire il Signore con l’espressione “nascere di nuovo”?
Certo, Gesù, non si riferisce come Nicodemo al rientro nel gremdo di sua madre, bensì si riferisce ad una nascita diversa: una nascita spirituale. Una nascita di acqua e Spirito, ma per questo è necessario conoscere il proprio stato. Ancora di più: riconsocere il proprio stato.
E qual’è il nostro stato?
La Bibbia ce lo mostra in più parti, ma sempre con la stessa base: per nascere di nuovo dobbiamo riconoscerci peccatori. E’ necessario riuscire a vedere la Bellezza di Cristo contrapposta alla nostra deforme e terribile posa di indegni. Abbiamo peccato tutti. Non c’è chi più o chi meno. L’apostolo Paolo dirà nella sua Epistola ai Romani: “Tutti hanno peccato”. Non ce ne rendevamo conto, ma Cristo già ci amava. Tutti. Dobbiamo nascere di nuovo per entrare nel regno di Dio può essere parafrasato così: “Dobbiamo riconoscerci peccatori e indegni per entrare nel suo Regno”. Ma, come ogni cosa che riguarda Gesù c’è una doppia parte, la Sua parte che è la maggiore ed è stabile e la nostra parte: instabile, traballante…

E’ vero: Gesù per grazia ci farà nascere di nuovo, ci sosterrà in questo ma ci chiede di riconoscerci peccatori. Ci invita a considerare la sua Bellezza, la Completezza del suo Amore, il Padre Suo. Nella sua bontà ci mostra solo il Suo Bello che è molto maggiore della nostra totale bruttezza e ci rende partecipi di alte realtà che se non fosse per la sua Grazia non ci apparterrebbero. E’ il beneficio della sua bellezza che copre la nostra deformità. Il potere del Suo prezioso Sangue nasconde ai suoi occhi i nostri peccati e ci lava dai nostri errori, dalle nostre visioni personali, dalle nostre concupiscienze carnali. Ma Gesù va oltre e ci parla di Salvezza nel suo nome.
Negli Atti degli Apostoli è detto senz’ombra di dubbio “non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati”.

Ma cosa è Salvezza?
Salvezza è estraneità: al peccato in modo totale, qualsiasi forma egli abbia.
Salvezza è visione migliore: perchè guardando alle cose di lassù non può che essere così.
Salvezza è dono: ricevuto non per merito. Per Grazia
Salvezza è miracolo: Nella mia vita il più grande
Salvezza è appartenenza: ad un corpo migliore: la chiesa
Salvezza è richiesta: esaudita

Io mi sono riconosciuto peccatore, ho chiesto a Gesù di essere salvato, l’ho desiderato, ho pregato. Il suo amore mi ha fatto sentire estraneo a me stesso. Io stesso ero peccato. Egli mi ha liberato e mi ha mostrato, nella libertà, la sua Bellezza: magnifica visione. Questo dono che si riceve per Grazia e non per merito è la cosa più preziosa che abbia mai ricevuto. E’ scritto in Romani “il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore“. Potrei riceverne uno maggiore? Se non fosse per un miracolo, pensi che oggi stessi scrivendo queste cose? Oggi sò di appartenere al popolo che “Cristo Gesù si sta purificando”. (cfr Tito 2:14) e sò, certamente, che qualunque cosa Gli chiedo, l’avrò nel nome Suo. Io gli ho chiesto di salvarmi dal peccato. Egli m’ha esaudito.

Non è un sogno, non è nemmeno una visione, è un’espressione della Sua Bellezza

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Lo Spirito Santo si manifesta

Lodare Dio
quando le cose
ti vanno bene


Oh che buono
Lodare Dio
quando nella vita
non hai problemi

E’ cosa buona
Ma io ti lodo
anche col cuor affranto
e lo Spirito Santo
si manifesta dentro di me

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Ora io sono

Dopo che hai letto questo titolo sei anche autorizzato a pensarlo. Ma non è così. Ora io sono va letto come sinonimo (come si dice quando usi una frase per dire un’altra cosa? di ecco la mia condizione.

Mi trovo proprio così.
E’ una cosa che accomuna Abramo con Maria. Può essere una cosa strana, però è biblica. Tutte le volte che Dio, nel suo grande amore, ha rivelato qualcosa ad un uomo, quando ha inviato un Angelo a compiere quella specifica rivelazione, la prima esressione che l’uomo è riuscito a produrre è stato il timore.
Potrebbe apparire non coerente con tanti discorsi, ma è così. L’uomo ha avuto paura. E’ stato colpito da timore. “Non temere”: le prime parole di Dio. Portare pace, in quel momento, il suo unico obiettivo.
Ma noi?
Noi, temiamo perchè siamo fatti così. Riusciamo ad alimentare solo quello che ci consente di procedere, nonostante, in questo procedere riusciamo a concentrarci solanto su quello che assomiglia alle nostre sicurezze. Abramo non credeva che Sarai avrebbe partorito Isacco, nè Maria che avrebbe mai pensato di essere “favorita della grazia” nonostante l’Angelo glielo aveva appena detto. Il timore, inteso come paura, che ora io sono è decisamente quello di un uomo che brama conoscere Dio. Detto tra noi, non mi basta ’sapere cose su’, voglio conoscerlo personalmente.
Calmiamo un’attimo la fantasia., potremmo allontanarci dal percorso.
Sia ben chiaro, non voglio visioni, non voglio rivelazioni, non aspetto il segno miracoloso. Cerco soltanto quella comunione speciale con l’Evangelo e Colui che l’ha ispirao. Lo stesso spirito che annunciato le cose di Dio e che conosce i sentimenti di Dio prego mi riveli la verità assoluta e perfetta: Cristo Gesù, attraverso la Sua Parola.

Non altro. Sola Scriptura.

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Ho iniziato con peccato…

Peccato!, tra poco per leggere questo post dovrai scrollare parecchio o andare dietro nel tempo, ma è così.

Ho iniziato con peccato.
Se non l’hai ancora fatto, corri subito nelle tua cameretta, chiudi l’uscio e chiedi perdono! C’è per te un dono speciale, che puoi leggere nella Lettera dell’apostolo Paolo ai Romani, al capitolo 6 versetteo 23.
Tra Dio e gli uomini c’è questo intoppo. Al primo gradino, proprio all’inizio. Il tuo cuore ha bisogno di superarlo. Io ho ricevuto questo dono: con l’aiuto di Gesù ho superato questo ostacolo. Ora ho davanti a me tutta la strada da percorrere. (Non chiedetemi quanto è lunga, vi prego, non lo so).
Una volta passato il primo gradino (sono stato abbastanza chiaro che lo si supera solo per grazia come puoi leggere nell’epistola di Paolo agli Efesini al capitolo 2, versetto 8 ) ti senti come se fossi rinato.
Sul fatto di nascere o rinascere o nascere di nuovo ti lascio riflettere sulla discussione che ci fu tra Nicodemo e Gesù:
«Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.»

Se proprio non ti è chiaro (ma non ci credo) fatti un giro qui.Troveri la risposta.
Se la risposta non ti è ancora chiara, non confidarti con altri uomini. Chiedi a Gesù.

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Atti 2:4

Nuova Riveduta: "Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimere".

NR Giovanni Luzzi: "E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi."

Diodati: "E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlar lingue straniere, secondo che lo Spirito dava loro a ragionare"<

Versione International in lingua cinese

他们就都被圣灵充满,按着圣灵所赐的口才,说起别国的话来。

 

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