Volendo scrivere

27 Febbraio 2008

Post semiserio, ma non mi piace il termine. Ecco, forse, post light. Sì, ma poi non è vero.

Gesù è talmente presente nella nostra vita che troppe volte ci dimentichiamo che sta con noi. Ma, ecco la differenza, c’è. Non è che puoi pensare di stare solo, Gesù sta con te. Come te ne accorgi? E’ una cosa diversa. Molto probabilmente non riuscirò a descriverlo. Gesù mi ama, questo è ok, ma riesco a misurare la grandezza del suo amore. Cioè se uno ti ama e ti regala una ferrari sai bene il valore, se poi una ferrari abbia valore. Ma se non riesci a quantizzare l’amore che Gesù ti ha regalato come ti comporti. Con semplicità, cercando le sue benedizioni nella sua vita, senza voler fare a tutti i costi. Aspetti che il Signore risponda alle tue preghiere. Nel primo capitolo di I Samuele (I Samuele 1) c’è un verso [te lo trovi da solo] che mette in evidenza una certezza cristiana. Una sicurezza che va ben oltre l’ottimismo o la vista lunga è un’affermazione “… l’Eterno mi ha concesso quel che io gli avevo comandato”. Anna, dopo aver pregato può liberamente gioire di questa gioia. “l’Eterno mi ha concesso” oh! quanta potenza poterlo escalamare.


Yes we can!

23 Febbraio 2008

Voterei Obama solo per lo slogan: Yes we can! Possiamo.
Però mi fa pura il singolare: posso.

Oggi un amico me lo ha detto. E poi me lo ha detto ancora una volta. Poi me lo ha ridetto. Quel “io posso”, nonostante possa parere, ad una prima analisi, un buon punto di partenza mi lascia freddo. Lontano. Non mi piace. Puoi cosa? Io, chi?
La voglia di riscatto e la mira espansionistica di ognuno di noi è certamente una cosa positiva che nella maggior parte dei casi è fondamento di tanti successi ma, dall’altro lato, rappresenta l’istantenea del fallimento. Gesù è il fondamento: questa è la verità centrale del successo in ognuno di noi. Ragionare attorno a questo fondamento ti permette di guadagnare rispetto alla vita. I tanti piccoli, costanti e presenti ostacoli della vita stessa, così come l’attrito dello scorrere del tempo che frena il tuo avanzare diventano motivo di crescita.
Quando impari a fondarti su Gesù, scopri il piacere del successo profondo. Non t’importa di dire “Yes we can” o peggio “Yes I can”. T’importa dire Yes He can. L’insegnamento di Gesù e la correzione attraverso la Parola di Dio si spandono come collante. La cosa bella, se non riuscissi a spiegarlo bene la sintetizzo così. “Ho sempre creduto che ce la facessi. Poi ho scoperto che non era così. Ora sono libero di sapere che non ce la faccio. Ora so che con Gesù io posso”. Ecco il concetto chiaro e semplice.
Tu che leggi fermati un attimo. Ripensa a te stesso. Prima di ripartire sappi che ora sei davanti a un bivio: da una parte “puoi”, dall’altra “non puoi”. Scegli bene. Scegli in libertà.


Il posto buono…

18 Febbraio 2008

Non c’è altro posto da desiderare oltre il seno di Gesù dove poggiare il capo…
Eppure… oggi ho perso. Ancora. Sì io ho perso. Ma Colui in cui credo non è come me.
La logica vorrebbe che non andassi. Ma nel suo amore sarò accettato. Il mio Signore si chiama Gesù!


Carnevale, the day after

8 Febbraio 2008

su www.evangelo.it  c’è  un bell’articolo sulla festa dei coriandoli.

Ecco la fine Il Carnevale, come Halloween, e come ogni altra festività religiosa o pagana che sia, divenga per ogni vero credente consacrato a Dio una testimonianza di fedeltà e di santità. Egli non bisogno di liberarsi da inibizioni terrene o sfogarsi da pulsioni carnali represse, ma di vivere appieno la propria libertà cristiana, scevro da ogni senso di inferiorità rispetto a ciò che fa la maggioranza ma, soprattutto, felice della propria identità da non mascherare e né nascondere perché: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitú” (Galati 5:1).”