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Fedele è Colui che ha fatto le promesse. [Eb 10:23]

Abbracciati a dio

Se qualcuno non avesse mai visto, fin ora, una gemma di sapienza eccola: “Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me.”
E, la cosa strabiliante, è che ce ne sono tantissime altre, tutte raccolte in un unico posto, su pagine bianche, nel libro di Dio, la Sacra Bibbia.
E’ propedeutico per il mio e per il tuo cuore sapere che Dio “non ci abbandona”, anzi, si prende cura di noi. Ti dirò ti più, Dio “raccoglierà gli agnellini in braccio, li porterà sul petto e condurrà le pecore che allattano” (Isaia 40:10).
Quando la prova, o il vivere quotidiano, o il continuo lottare con il mondo ti vuole stanco, sfiduciato, senza forze ecco che il Signore ci viene incontro. Si preoccupa per te. Manifesta il suo amore.
Molti sapienti, non solo dei nostri giorni, molti nostri conoscenti ti avranno certamente detto, quasi con disprezzo: “pensi ancora a Dio”, “E’ lontano, figurati se si prende cura di te che sei un peccatore”, o ancora ti avranno detto “perdi tempo in preghiera, con le mani unite, in ginocchio…”, qualche altro ‘capace di questo mondo’ avrà riso “quando hai ringraziato Dio per il pranzo”, magari dicendoti “se non vado a lavorare non mi posso comprare il pane…” Ecco, sappi che tanto tempo fa, ma davvero tanto, una moglie si rivolse in questi termini nei confronti del marito, (questa storia la puoi leggere nella Bibbia, nel libro di Giobbe al capitolo 2) ma lui, uomo integro, rimase fedele al Signore. Ecco rimase fedele.
Ma quante volte io e te non siamo fedeli? Quante volte imputiamo a Dio colpe che non ha? Quante volte smettiamo di seguire la “stretta via” e ci fermiamo. Quante volte, ancora, protestiamo per il peso della prova?
In questi momenti, possiamo sperimentare l’amore. Che consolazione.
Quanta ricchezza c’è nella Bibbia! Possiamo sperimentare l’amore.
Dì basta alla tua sofferenza. Dì al dolore di fermarsi. Non c’è posto, non c’è spazio.
Gesù ti abbraccia. Ti circonda. Ti sta di fronte. Ti sta alle spalle. Poggia la sua mano su di te. Che gran Salvatore che hai.
Nel Salmo 40, fa ancora di più “si china su di te”.

Caro amico, cara amica, caro fratello o sorella in Cristo c’è una certezza che dobbiamo conservare ben stretta nel cuore, Gesù è fedele. Non ti può tradire.
Nel Vangelo di Matteo al capito 7, versetto 7 troverai una sincera esortazione da parte di Dio. Un chiaro messaggio di fiducia.
Non te lo scrivo qui, ti invio a leggerlo nel Vangelo, o nella Bibbia. Non c’è regalo migliore che ti potessi fare.
Che il tuo cuore possa essere riempito dalla Pace di Gesù.

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Toglimi tutto, ma non la lode!

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La Perla: Romani 12:12

“siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera”.

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mi vede essere, o sente da me [II Cor 12:6]

La Parola che Dio ci rivolge è solida. Davvero solida.
Spazio per la vanità, per le cose che “lasciano il tempo che trovano”, non ce n’è. C’è solo sostanza. Sostanza solida.
A quella chiesa turbolenta, a quello spaccato della società di sempre caratterizzato da ire, contese, superbie e disordine, l’apostolo Paolo si rivolge rigorosamente e con franchezza. L’esempio, il template, la traccia da seguire è “materiale”.
Non si lascia spazio a cose che non abbiano un forte spessore come ciò che un uomo può essere e ciò che lo stesso uomo può dire.
Il template che vale la pena applicare alla propria vità è solo quello di Gesù. Fronzoli zero. Oserei definirlo “clean style”.

…sono tanti quelli che fanno del proprio essere e del proprio dire un cosa importante. Una cosa su cui puntarci. Una vittoria, un aspetto importante di quello che gli altri devono registrare. Ma, caro lettore, ho scoperto una verità molto più solida questa.
Ho letto nella Bibbia, la Parola di Dio, che Gesù “svuotò se stesso prendendo forma di servo”(Filippesi 2:7) e quest’aspetto di non poca importanza, mi ha fatto capire che il tuo e il mio essere e il tuo e il mio dire non contano niente.
Il mio e il tuo essere ed il mio e il tuo dire nella loro forma migliore valgono forse molto meno di zero. Sono un’aspetto della nostra esistenza che dobbiamo imparare a lasciare. Meglio perderli. Eh sì, meglio perderli.
Ma l’apostolo Paolo scrive ai Corinti “nessuno mi stimi oltre quello che mi vede essere o sente da me”.
Quanta ricchezza nella Bibbia!
Paolo, che aveva bandito dal proprio cuore ogni forma di esteriorità ed ogni pericolosa piacenza di se stessi, si premura che i suoi lettori, facessero attenzione, ponessero valore, si interessassero a quanto l’Evangelo di Gesù avesse prodotto in Lui: “mi vede essere, o sente da me”.
Questo conta: cosa l’Evangelo di Gesù ha prodotto in te e in me. Solo questo ha un valore enorme. E’ la perla di gran valore della mia e della tua vita: il prodotto dell’Evangelo. Perchè?
Quando l’Evangelo di Gesù comincia a far breccia, a scalfire il muro dell’indifferenza del cuore, a rompere gli schemi e le sovrastutture dell’uomo allora mostra il suo prodotto: il suo essere e il suo dire.
Questa è sostanza solida, pura roccia. Il prodotto dell’Evangelo. Sostanza. Materia.
E di questo mi vanto: del prodotto dell’Evangelo nel mio cuore.

Gesù x me = vita eterna, gioia, pace, comunione, vittoria, esuberanza, felicità, allegrezza, felicità, consolazione, amore.
Gesù x te = vita eterna, gioia, pace, comunione, vittoria, esuberanza, felicità, allegrezza, felicità, consolazione, amore.

Al “x” per puoi sostituire tranquillamente un altro segno: + o - o : il risultato, il prodotto è lo stesso!

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Come un bimbo

“In verità l’anima mia è calma e tranquilla”

circa due anni fa….
Quando Domenico veniva dimesso dal TIN di Villa Betania, i neonatologi ci spiegarono ad Agata e a me che il posto migliore per far calmare il piccolo Domenico era il “seno della mamma”.
Vedere Domenico, così piccolo ma tranquillo anatomizzato sul seno di Agata mi dava pace al cuore e, nel frattempo, il Salmo 127 [per leggere il Salmo bisogna aprire la Bibbia -:) ] mi carezzava il cuore.

oggi
Questo versetto mi rende felice, gioioso ed esuberante in Gesù:

«In verità l’anima mia è calma e tranquilla.
Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre,
così è tranquilla in me l’anima mia.»
Salmo 131:2

Riflettevo sui benefici che questo abbraccio particolare, quello tra la mamma e il figlio, dona. Benefinici di calma, di pace. Befenici tranquilli. Un gesto che condensa, più di tanti altri, il concetto dell’amore. Proseguendo con la riflessione, passeggiando tra i paschi erbosi, pensavo all’urgenza di raggiungere il “seno di mia madre” per potermi divezzare regalare all’anima mia la tranquillità.

E’ un’emozione che non possiamo raccontare, perchè, forse essendo la più bella, non ce la ricordiamo. Come Domenico potrebbe raccontare la pace e la tranquillità che provava quando Agata lo stringeva a se? Agata lo può raccontare, ma Domenico?
Verso la fine del libro di Giobbe, l’uomo che amava Dio e che nel quale Dio aveva posto la sua fiducia – si esprime così “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l’occhio mio ti ha visto” (Giobbe 42:5). Ecco abbiamo bisogno di vedere con gli occhi nostri. Non basta il racconto – quand’anche preciso e dettagliato – di un altro. E’ una necessità personale.

Così come Domenico, ne io ne tu, possiamo raccontare quell’esperienza.
Certamente oggi avrebbe gli stessi benefici di allora, ma la vedo complicata farmi prendere in braccio da mamma… ma oggi, posso, farmi prendere in braccio dal Colui che mi ama.
Sì, proprio lui, Colui che ti ama.
Un’esperienza diversa anche da quella che l’apostolo Giovanni fece con il Signore. Giovanni poggiava il suo capo sul seno di Gesù ed era certamente una posizione privilegiata, ma io e te oggi possiamo di più. Possiamo “divezzarci”. Possiamo essere presi in braccio da Dio. Possiamo essere circondati, sostenuti e abbracciati dall’amore perfetto.

Non ci è concesso andare da mammà e dire prendimi in braccio, bensì ci è concesso un privilegio maggiore, un accesso migliore: possiamo andare da Dio e sentire “tranquilla in me l’anima mia“.

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Mi importa di te

[ Per l'audio clicca qui ]

Non mi importa se per primo o se per ultimo
Non mi importa dalla vita che cosa otterò
Non mi importa, non mi importa
Non mi importa di sapere del domani o no
Non mi importa se per fede una montagna sposterò
Non mi importa, non mi importa

Ma mi importa di Te, mi importa di Te, mi importa di Te
mi importa sapere quanto Tu mi ami
Mi importa di Te, mi importa di Te, mi importa di Te
mi importa sapere quanto Tu mi ami
Se no io morirò

Non mi importa se qualcuno mi ascolterà
O se niente la mia bocca da dire avrà
Non mi importa, non mi importa
Non importano i momenti in cui sorriderò
O tutte le lacrime che io verserò
Non mi importa, non mi importa

Mi importa sapere cosa pensi di me
Come possa piacerti ancora di più
Questo importa, si mi importa
Ma mi importa sapere chi Tu sei Gesù
Non dovessi dormire per amarti di più
Questo importa, Si mi importa

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Il segreto nascosto dietro la preghiera

Chissà quante volte, come me, caro navigatore, hai creduto e stimato poco la potenza della preghiera. Chissà quante volte, come me, hai considerato tempo perso quello dedicato alla preghiera, ma prutroppo questo è il destino di quelli che ‘non vogliono’ sperimentare questa ricchezza che Dio ci dona.
Il presente secolo malvagio, corre… Viviamo nell’era dell’istantaneamente, quasi quasi vorremmo qualcosa solo pensando, e abbiamo cominciato a scartare quelle cose che richiedono attesa, e con le tante cose del mondo, questa generazione corre il pericolo di scartare anche la preghiera.

La prima parte del segreto della preghiera: l’attesa.
Un noto verso biblico cita “I tempi di Dio non sono i tempi dell’uomo”, non voglio considerare questo aspetto, bensì, l’aspetto importante che mi preme sottolineare è il seguente: il piano che il Signore ha per ognuno di noi segue un storyboard preciso, sincronizzato secondo per secondo, studiato nei dettagli pù insignificanti, bilanciato perfettamente sulle nostre potenzialità e ci vede protagonisti di un percorso stretto e angusto, difficile da trovare. Molte volte, però, l’itinenario che il Signore ha per noi non è proprio aderente ai nostri desideri, bensì a quelli della via dell’eccellenza e, proprio considerandolo da quest’ottica e non dalla nostra riusciamo ad averne una prospettiva più ampia che ben riesce a leggere i tempi e le azioni che lo compongono.
Alla luce di ciò, mi pare ragionevole porsi con rispetto ed attesa, fiduciosi nella riuscita del progetto, a tutto quello che il Signore ha predisposto per noi, sia nei modi che nei tempi.

La seconda parte del segreto della preghiera: l’attitudine del cuore.
Non tutti i cuori sono prediposti ad accettare la volontà di Dio. Anzi, molti cuori, rappresentano un vero oltraggio alla sua volontà. Insensibili e sterili all’insegnamento divino, questi cuori, mancano degli ingredienti principali: la gioia e la semplicità: la gioia perchè sono soddisfatti dalla buona riuscita del progetto di Dio, ancora prima di averne intrapreso la realizzazione, la semplicità perchè essa stessa è il prodotto di un cuore che ‘batte’ grazie all’impulso dell’amore di Dio.

L’attesa e la certezza che produce gioia e semplicità nella preghiera sono il fondamento di una preghiera efficace. Sono gl assi portanti di una richiesta che verrà esaudita.
Fondati sulla Parola di Dio e guidati dalla potenza dello Spirito Santo, sarà facile trovare sollievo dopo una preghiera e sarà ancora più soddisfacente quando vedremo all’apera il nostro Signore che aggiungerà, Egli stesso, quello di cui abbiamo bisogno e che non abbiamo saputo chiedere.

“Il Signore aggiungerà”, questa è la certezza!

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Contagiati di Gesù (in progess)

Gesù, per te cos’è?
Mi pare di aver capito che rispondere a questa non sia difficile. Anzi quasi quasi è facile.
L’ho chiesto in giro, a destra e manca, a figliuoli di Dio, a cattolici e ad altri che non credono o che credono al “vangelo secondo me”. La percentuale di quelli che lo riconoscono importante nella propria vita è alta, molto alta, ma molti di questi non Gli hanno mai stretto la mano.
Immagino un incontro semplice, immediato, un incontro che ti parla al cuore, diretto: “Ciao, sono Gesù! Quello morto per i tuoi peccati perchè ti amo. L’ho fatto perchè eri senza speranza, l’ho fatto per te. Da solo non potevi…”
Però tanti circoncisi solo nei modi e quando niente va bene ci credono poco, o peggio, credono di aver conosciuto Gesù, anzi di stare con lui in ogni momento.
Sanno tutti i fattarelli di Gesù, qualcuno sa, addirittura, qualcosa oltre il fattarello. Ma se gli chiedi “Raccontami, ti prego, quanta strada hai fatto con Gesù?” oppure “Amico mio, parlami del tuo Gesù?” se ti va bene, non ricevi nessuna risposta, se sei sfortunato ascolterai vane idee di Gesù, vani “io credo”, vani pensieri ed immagini che non reggono.
Poi, invece, altre volte, durante il pellegrinaggio incontri persone che senza parole parlano al tuo cuore. Ti svelano segreti e rispondono a quelle domande che ti eri posto tante volte, senza dir una parola. E allora capisci cose serie.
Ecco al prima.
Quando Gesù ti stinge la mano, durante il tuo handshake con il Signore ti carichi ed assorbi la potenza, la luce e lo splendore che emana Gesù e ne resti contagiato.
Nonostante vivi ancora uno stato di incoscienza perchè non hai realizzato chi è Colui che ti stringe la mano. Ma che bello, ti senti contagiato! Ed è così.
Nonostante tutto il marcio, il brutto, il peccato e tutte le tenebre che sei riuscito a collezionare durante la tua permanenza nel mondo non hai nè aggiunto e nè tolto neanche un granello di senape alla Gloria di Gesù. Il tuo cuore lo sa: Gesù è Glorioso sempre! non ha bisogno di te, di me o di qualcos’altro per aver Gloria. E’ il Padre che Gli da la Sua Gloria. E’ venuto nel mondo per far conoscere la Gloria del Padre e perchè il Padre lo Glorificasse. (Gv 17:4-5)
Quando, per Grazia, lo Spirito di Dio ti attesta che Colui che ti sta difronte è Cristo Gesù allora, e solo in quel momento, inizia un processo interiore che ti porta a considerare la tua bassezza, la tua inutilità e le tue iniquità cominciandole a pesare in mondo singolo.
Inizia per te il momento di essere vagliato, setacciato, passato per la maglia stretta, e alla fine solo il buono, quello veramente buono e profittevole passerà. E durante questo periodo senti il bisogno di gridare forte, in cuor tuo e di chiedere aiuto a chi hai difronte “Fratello, che devo fare?” (Atti 2:37).
La stessa Grazia e lo stesso Spirito che ti hanno spinto a fare questa bellissima domanda “che dobbiam fare?” che un po’ equivale a dire “Aiutami!”, “Ho paura, stai con me!”, “Ehi!”, “Aiuto!!” ti daranno pace e, mentre in cuor tuo cresce una voce che dice “Io vi lascio la pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo ti da” (Gv 14:27), inizi a conoscere una pace diversa.
Ma il miracolo della conoscenza di Gesù è molto più grande.
E’ quel “segno” che Gesù non volle fare agli ipocriti e li condannò al solo segno di Giona. Sono quelle opere potenti che non fece a Nazaret “a cagion della loro incredulità…” (Mt 13:58).
Ti meraviglia perchè non hai creduto. Ti meraviglia perchè realizzi “sono morto per te”. Comprendi che Gesù, il Figlio di Dio, ti da del tu. Ti chiama amico, fratello, lo vedi, ti parla, si prende cura di te…

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Atti 2:4

Nuova Riveduta: "Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimere".

NR Giovanni Luzzi: "E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi."

Diodati: "E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlar lingue straniere, secondo che lo Spirito dava loro a ragionare"<

Versione International in lingua cinese

他们就都被圣灵充满,按着圣灵所赐的口才,说起别国的话来。

 

Novembre: 2009
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