Ludovica: Graffiata nel profondo di un’emozione

da quello strano modo di guardarmi

Ho 25 anni e mi sono sposata cinque anni fa. Oggi ho tanta voglia di vivere, e con mio marito speriamo presto di avere dei figli. Purtroppo, il peggio di questa vita l’ho incontrato fin da subito…
Casa mia, il mio rifugio, la mia tana s’era trasformato nel posto più brutto del mondo. Papà lavorava fuori città e mamma, invece, era troppo impegnata con le sue amiche per prendersi cura di me. A 7 anni sono cominciati gli abusi sessuali. Non riuscivo a capire lo strano modo con cui mio cugino mi guardava. Nonostante fossi piccola, il dolore era chiarissimo, la vergogna e l’angoscia un peso grande. Avevo voglia di gridare aiuto. Sentivo il bisogno di raccontare tutto, ma non ci riuscivo, e mi rifugiavo nel silenzio. Quando papà tornava a casa nei fine settimana gli chiedevo di non andare via, di restare con me. Non ha mai capito il mio dramma. Questa sincera richiesta di aiuto veniva scambiata per una dimostrazione di affetto. Nella solitudine, e con la semplicità di una bimba di sette anni, cominciai a pregare e a chiedere aiuto a Gesù.
Gesù mi rispose. Mio cugino e il suo bagaglio di orrore andarono via.
La gioia era davvero tanta.
Ma fu effimera. Durò troppo poco.
Mamma, ignara dei miei incubi, cominciò ad organizzare feste e party con amiche ed amici. Durante questi incontri, ancora un volta, “quello strano modo di guardarmi” entrò nella mia vita. M’ero accorta che un suo amico la guardava in quel modo. Senza perdermi d’animo provai a difenderla. Ogni volta che quell’uomo chiamava riagganciavo il telefono.
Se mi rivolgeva la parola gli rispondevo con astio. Cercavo di non lasciarlo mai solo con mamma, però…
Ad 11 anni si è troppo ingenui….
Non avevo capito che mamma lo amava. Col passare del tempo la situazione peggiorò. Ormai ero diventata una donna e le sue attenzioni cominciarono a rivolgersi verso di me. Ricordo benissimo quando mi confidai con mamma. Mentre si specchiava le raccontai le avances del suo amico. La sua risposta fu devastante: “sono problemi tuoi”. Capii che era innamorata esclusivamente di se stessa e che per me non c’era amore. La solitudine mi assalì. Il mondo intero mi cadde addosso e cominciai a vivere da adulta. Avrei voluto morire e nascere di nuovo cancellando quella vita, quella famiglia, quella madre. Poi, per caso, un giorno mentre ero in treno sentii una donna parlare di Gesù. Ad un certo punto della discussione sentii la frase “tu puoi nascere di nuovo,
Gesù ti fa nascere di nuovo!”. Non scesi alla mia fermata e continuai ad ascoltare. Alla fermata di quella donna scesi dal treno e le corsi dietro. Le chiesi di spiegarmi cosa significava quel “tu puoi nascere di nuovo…”
La donna mi parlò dell’amore completo di Gesù e delle possibilite che Egli ci dona. Mi disse di leggere l’Evangelo. Durante la lettura della Bibbia e mi resi conto che è “potenza di Dio
per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16).
Cominciai a frequentare una chiesa evangelica e permisi al Signore Gesù ci accogliermi nelle sua braccia. Sentivo tutto il Suo amore.
Quelle ferite che pensavo non guarissero più, Lui le sanò. Sono nata di nuovo… con quel Gesù che mi aveva aiutato anche da piccola. Ora non sarà più sola perchè Gesù ha detto: “ecco, io sono con voi tutti i giorni” (Matteo 28:20)
A Gesù la gloria!

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